Hai dimenticato la password?    

    

Entra     
Home   Pizzerie   Pizze   Scuola Pizzaioli   Corsi   Albo Pizzaioli   Lady   Chef   Campionati   News   Links   Contatti   Blog
ISCRIVITI GRATIS Pizza News portale informativo del settore pizza ISCRIVITI GRATIS

Torna indietro    



IL POMODORO

N.B. "Puoi anche copiare questo testo ma chiedi almeno il permesso". 

La storia del pomodoro inizia in un luogo insolito per l’immaginario collettivo: la cordigliera andina.

La domesticazione della specie oggi coltivabile, il LYCOPERSICON ESCULENTUM VAR. cerasi forme, avviene poi con ogni probabilità in Messico, anche se nella Nueva Coronica y Buen Gobierno del 1613, redatta da Felipe Guamàn Poma, si parla di un consumo sporadico del pomodoro in Perù, nel corso dell’impero Inca. Ciò che fa propendere per uno sviluppo in Messico del pomodoro sono numerose testimonianze documentali, come alcune ceramiche rinvenute durante degli scavi archeologici, nelle quali questa pianta è rappresentata insieme ad altre “addomesticate” (patata, peperone dolce e peperone piccante) in quest’area.

Che gli Aztechi del Messico, assieme agli Incas del Perù, fossero i più antichi coltivatori di pomodoro, lo suggerisce anche un importante dato linguistico. Il termine “tomate” introdotto nel castigliano dal 1532 e successivamente nel francese, tedesco, nell’inglese (tomato) e in diversi dialetti italiani (tomato è rimasto nell’attuale dialetto piemontese, mentre nel sardo si utilizzano ancora i nomi “tomata” e “tomatiga”) deriva erroneamente da tòmatl, che nella lingua nàhuatl degli indios aztechi indicava genericamente piante con frutto globoso, polpa succosa e numerosi semi. Nella medesima lingua esisteva infatti una voce specifica per il pomodoro: XITO’MATL, confusa probabilmente dai conquistadores europei, ma sopravvissuta tutt’oggi in alcune regioni del Messico, nel termine jitomate.

Più recente è invece il termine pomodoro, che si deve al padre della botanica italiana, Pier Andrea Mattioli (1501-1577). Il botanico senese nel trattato Medici Senensis Commentarii introduce la denominazione “mala aurea”, poi tradotto letteralmente in italiano con “pomodoro”. Ma non sempre la diffusione di tale termine fu dovuta al Mattioli.

“Li pummaroli” napoletani, per esempio, prendono il nome, nel 1799, dall’etimologia francese: all’epoca le truppe transalpine chiamavano infatti questi frutti “pomme d’or”.

Sbarcato per la prima volta nel Vecchio Continente nel 1523, il futuro re della cucina mediterranea si presentò in piccole dimensioni e in una sua varietà di colore giallastro, che, se da una parte gli valse l’altisonante appellativo di “pomo d’oro”, dall’altra lo relegò per anni a pianta ornamentale.

Solo agli inizi dell’Ottocento, questo frutto è ormai normalmente coltivato nelle regioni meridionali d’Italia e Francia, nonché in tutta la Spagna. Inizia anche ad essere esportato verso nord, dove cessa di essere un costosissimo privilegio di pochi.

L’Italia è uno dei maggiori produttori mondiali: quasi 900 mila tonnellate solo per la tipologia da mensa, raccolte su più di 10 mila ettari distribuiti su tutta la penisola, ma concentrati soprattutto in Sicilia, Campania, Lazio, Puglia; veneto. Almeno il 90% della produzione totale è ottenuta in coltura protetta sotto le serre. In effetti certe serre ad atmosfera controllata del nord Europa, dove si pratica la coltura fuori suolo, possono sembrare astronavi. L’ambiente di coltivazione e il territorio di origine giocano però un ruolo decisivo sulla qualità e sul sapore del pomodoro. Bisogna saper dosare acqua, terra, sole ed elementi nutritivi. L’irrigazione deve essere frequente e leggera per assicurare la sanità e la giusta consistenza delle bacche raccolte. Il pomodoro coltivato a uso alimentare è un invenzione italiana: quando è arrivato dal Nuovo Mondo era considerato solo una pianta ornamentale. E anche oggi ci vuole tutta la professionalità dei nostri produttori per far crescere bene questa esigente coltura.

SELEZIONE E PRODUZIONE DEI SEMI

METODI DI COLTIVAZIONE

LA RACCOLTA DEL POMODORO

IL MERCATO DEL POMODORO

LA QUALITA’ DEL POMODORO

MADE IN ITALY E D’IMPORTAZIONE

L’UNICITA’ DEL SAPORE ITALIANO

SALUTE E BENESSERE

DIGESTIONE

UTILIZZATO IN OGNI DIETA

COME DEGUSTARE UN POMODORO

COSA C'E' IN 100 G DI POMODORI MATURI







  Home     Pizzerie     Pizze     Scuola Pizzaioli     Corsi     Albo Pizzaioli     Lady     Chef     Campionati     News     Links     Contatti     Cookie Policy     Mappa del Sito